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Nonostante che la fantasia sia stata il filo di Arianna della sua vita, neanche Tonino Loffa avrebbe mai potuto immaginare, lui così legato a terra e famiglia di origine, il proprio peregrinare, non solo geografico, regalo e faticosa crescita della sua esistenza. Piccolo non è mai stato, diciamo in tenera età, possiamo vederlo crescere in Carife, un minuscolo paese della Baronia, entroterra avellinese. Sole, terra, acqua e fuoco sono i suoi maestri ed il rispetto per gli stessi è ancora adesso la guida delle sue scelte, non solo lontane da una cultura effimera che coniuga il moderno con i soli verbi comprare, usare e gettare, ma che si propongono il recupero di quanto il deleterio fare umano abbandona e destina all'oblio o, peggio, all'inquinamento. La fonte dell'agire, dell'artigianato, dell'arte, ma, ancor più, dell'essere di Tonino non è il suo percorso intellettuale o il suo curriculum di studi: diplomato allo Scientifico di Avellino, laureato in Biologia alla Sapienza di Roma, tirocinio all'Ospedale di Avellino con un destino aperto ad un impiego professionale sanitario. Per lunghi anni questo patrimonio, come dire, ufficiale, si è fecondamente contaminato con esperienze, contatti, mestieri, capacità, interessi da cui, ed è questa la peculiarità rara, Tonino ha saputo assorbire quanto rende la produzione del suo attuale ingegno unica, caratterizzata da una linearità che, al tempo stesso, resta ricca di continui rimandi ad altro, a ciò che era, a ciò che poteva essere ogni pezzo che compone le sue opere. Eppure, di fatto, sono soltanto lampade, cose che, non a caso, illuminano. Da pezzi meccanici di trattori, automobili, vespe, rotori di elicottero, camion, spuntano tubi rigidi o circonvoluti di rame che includono, si innestano o terminano con isolanti dei pali dell'Enel, caffettiere, manometri, utensili, elettrodomestici, carburatori, pistoni, rubinetti, pezzi di biciclette, per confluire in coppe di vetro, passaverdure, stampi per dolci, imbuti per liquidi o pomodori. Una idiosincrasia per la plastica e i suoi derivati, eletta, a ragione o a torto, a simbolo di quanto testimonia la deriva della produzione umana. Si, lampade, tutte mobili, orientabili, ideate, piegate ed assemblate unicamente con la sapienza delle mani; ciascuna diversa, unica; titolate una per una, a creare forme e toni di luce che richiamano le mille atmosfere vissute dall'autore. Studente, biologo, marmista, cameriere in Svizzera, manovale, benzinaio, imbianchino, noto barista e gastronomo del bar universitario della Sapienza, idraulico, animatore in villaggi per vacanze di anziani, virtuoso dell'armonica a bocca e creatore di memorabili blues, contadino, trattorista, trattore, potatore in una cooperativa agricola umbra, senza tacere della sua particolare capacità di impregnarsi, ridere e piangere delle esperienze di coloro che in questa vita gli si sono accompagnati. Il tutto mediato, filtrato ed amalgamato da una saggezza che, a detta degli intimi, pare provenga dalla schiva ma incredibilmente sempre presente Mamma Tanuccia, la testimone di quel tempo non abbastanza lontano in cui le mani prodigiose del marito Arcangelo insegnavano al piccolo Tonino che qualsiasi oggetto andava rispettato come "uno di famiglia", mille volte riparato o, proficuamente, destinato ad altra funzione, proprietario indiscusso di una sua personalità e di un pressoché perpetuo destino. E' con Tanuccia e Arcangelo, con i loro conterranei e contemporanei, che Tonino ha trasformato il riciclo in un arte. Lo trovate oggi tranquillamente (ma c'è da crederci?) inserito nella comunità del borgo medioevale umbro di Paciano, in provincia di Perugia e vicino al Trasimeno. Condivide la sua casa a due chilometri dal paese con Fabia, la donna frutto delle ricerche di una vita, con Valentina, la figlia di lei, e con i cani Jimmy e Blues che, a parte mordere, fanno di tutto. Venti metri più in là c'è il suo laboratorio dove, tra altre mille cose, potrete anche, sapendoci fare, acquistare uno strano, sempre bello attrezzo che illumini un pezzetto del vostro essere. Nel suo laboratorio Tonino realizza soltanto pezzi unici. 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Although imagination has always been the guiding principle in his life, not even Tonino Loffa, with his strong ties to his homeland and his family, could have ever imagined his life of wandering - not just geographically - a gift, and the challenging development and growth of his existence. He was never "little": so, let us say, at a tender young age we find him growing up in Carife, a tiny village in the Baronia area, the hinterlands of Avellino, Italy. Sun, earth, water and fire were his masters, and his respect for these elements still acts as his guide in making choices - choices not only far from removed an ephemeral culture that equates "modern" only with the verbs "buy," "use," and "throw away," but that instead seek to salvage that which deleterious human behavior abandons to oblivion or, worse yet, as pollution. The source of Tonino's actions, his craftwork, his art, and even more so, his being, is not his intellectual journey or his studies: he graduated from the scientific high school in Avellino, earned a degree in Biology at the La Sapienza University in Rome, and did an internship at the hospital in Avellino, looking toward a future as a health professional. For many long years this so-called "official" store of knowledge was fruitfully contaminated through experience, contacts, jobs, skills, and interests. From this Tonino - and here lies the rare peculiarity of it - was able to absorb everything that makes the products of his current creativity unique, characterized by a linearity that, at the same time, is full of references to something else, to what each individual piece from which his works are assembled had once been, and to what it could have been. And yet, they are just lamps, things that - not by coincidence - also illuminate. Mechanical pieces from tractors, cars, motor scooters, helicopter rotors, and trucks sprout straight or twisted copper tubing, which include, are joined with, or terminate in insulators from high-tension lines, coffee pots, pressure gages, utensils, electrical appliances, carburetors, pistons, valves, and bicycle parts, all flowing together into glass bowls, vegetable mashers, baking molds, and funnels. An idiosyncrasy for plastic and plastic by-products chosen, for better or worse, as symbols of how much human production has gone adrift. Yes - lamps, all moveable and adjustable, conceived, bent and assembled solely with the wisdom of the hands; each different, unique; named one by one, creating shapes and shades of light that recall the thousands of moods experienced by the maker. A student, biologist, marble worker, waiter in Switzerland, laborer, gas station attendant, house painter, well-known barman and gastronome at the La Sapienza University bar, plumber, recreation and entertainment leader at senior citizen holiday resorts, virtuoso harmonica player and creator of memorable blues, farmer, tractor driver, pruner at an Umbrian farm cooperative, not to mention his ability to soak up, laugh and cry at the experiences of those who have journeyed with him in this life. All mediated, filtered and amalgamated by a wisdom that, according to those who know him well, seems to have its origins in his bashful but always alert mother, Tanuccia, the witness of that not-too-remote time when the massive hands of husband Arcangelo taught little Tonino that every object deserved to be respected as "one of the family," fixed a hundred times or to be profitably used for something else, possessing its own personality and a nearly perpetual destiny. It was in the company of Tanuccia and Arcangelo, and of their contemporaries and fellow villagers, that Tonino transformed recycling into art. Today you can find him living as a quiet (can you believe it?) member of the community in the medieval Umbrian village of Paciano, in the province of Perugia, near Lake Trasimeno. He shares a house just two kilometers outside the village with Fabia, the woman answering to a lifelong search, and her daughter Valentina, and two dogs, Jimmy and Blues, who do just about everything except bite. Right next door is his workshop where, among many other things, you can also acquire a strange but beautiful work that will light up a little part of your being. All of Tonino's works are unique, individual creations.